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IL VAGABONDO

...poi ci fu la notte in cui conobbi il vagabondo di Lunio, era una notte speciale, scappavo dai miei problemi e feci un salto senza troppo pensare alla meta. Mi ritrovai a cadere a terra nel mezzo di quello che sembrava proprio un vicolo delle nostre campagne. Il cielo però mi fece capire subito che non mi trovavo a casa, quell'enorme luna o pianeta che fosse era uno spettacolo da lasciare a bocca aperta. Il vagabondo stava passeggiando e nel vedermi a terra mi scambio per un disperato, così volle regalarmi un po' della sua saggezza prima di ricominciare il suo cammino. Mi guardò e sorrise con un sorriso che mi mostrò tutta la fatica di una vita vissuta sulla carta vetrata, le sue rughe erano crateri e la sua barba grigia come la cenere appena formata. Quello che mi disse non lo potrò scordare mai, si chinò come per sussurrare ma le sue parole assomigliarono più ad un grido : " SE RESTERAI TROPPO CON IL CULO A TERRA TI DIMENTICHERAI QUANTO COMODA PUO' ESSERE UNA SEDIA". Non rividi mai più quel vecchio e bizzarro uomo, riprovai altre volte a raggiungere Lunio ma quella dimensione sparì quella notte, probabilmente dimenticata da chi l'aveva creata. Quelle parole però non sparirono, ancora oggi risuonano nella mia mente ogni volta che la vita riesce a portare al mio volto il suo destro più forte.

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